6/05/2001: quel giorno mai dimenticato

di Bruno Bertucci 


Quell'ormai lontano primo anno dopo l'inizio del nuovo millennio ha regalato ai tifosi della Roma una delle gioie più grandi di sempre: lo scudetto. Quel tricolore è stata l'apoteosi, il simbolo di una compagine che da sempre lotta contro lo strapotere del nord e per la supremazia cittadina. Nella stagione precedente i cugini hanno vinto il campionato, proprio contro la Juve, grazie ad una squadra stratosferica che ha asfaltato per gioco e mentalità tutte le altre. La situazione non è facile, il tifo insorge ed il presidente è costretto ad investire parecchio per regalare una squadra da vertice. Quel 6 maggio del 2001 arriva il giorno della verità: la Roma vola in trasferta a Torino. Stefano Braschi è chiamato a dirigere il match scudetto ed i sessantacinquemila del Delle Alpi sono tutti con gli occhi ricolmi di interesse. Passano appena sei minuti ed i bianco-neri sono sopra di due reti: Del Piero prima e Zidane dopo annichiliscono tutti. Carlo Ancelotti ha sconfitto Fabio Capello, soprattutto dal punto di vista psicologico... sembra. Il primo tempo finisce tra gli applausi dei tifosi piemontesi e la rabbia dei romanisti, giunti fino a lì per alimentare i sogni di gloria di una città intera. Montella, Assuncao e Nakata prendono il posto di Del Vecchio, Zanetti e Totti: la musica è cambiata. L'assedio della Roma è paragonabile alla rabbia con cui gli spartani attaccarono Atene ed al settantottesimo il giapponese “Hidetoshi” sfodera un tiro dal limite dell'area che gonfia la rete di Van Der Sar. Di lì in poi sarà un gioco al massacro, i cartellini fioccano ed al termine della gara saranno 7 le ammonizioni e 2 le espulsioni. E' il novantesimo quando Vincenzo Montella fa letteralmente esplodere il comunale di Torino. La Roma rimane sopra la la Lazio di 5 punti (che ne rosicchia 2 ai cugini dopo aver assaporato l'aggancio) e la Juventus resta ferma al terzo posto con 6 punti di distacco. Quella sera al Delle Alpi di Torino i romani sono saliti sulla rompa di lancio, cominciando a scucire il tricolore dalle maglie dei laziali per incorniciarlo sul petto della camiseta giallo e rossa.

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