di Gabriele Manfridi
Eppure lo sapevo. Sì perché ciò che è successo l’altro ieri sera non mi sembra altro che una rappresentazione di come ormai, secondo me, funziona il mondo. Ci dicono che ci sono cose che si
possono fare e altre che non si possono fare. Da sempre. Come quando da ragazzino alle elementari ti chiedevano cosa avresti voluto fare da grande e tu rispondevi: "Da grande voglio diventare un
calciatore". E subito arrivava l'intervento perentorio e gelido della maestra: "Gabriele non puoi fare il calciatore. Neanche è un vero lavoro". E la stessa situazione, seppur con dinamiche
differenti, si è riproposta più in là nel tempo.
"Cosa farai dopo il liceo?"
"Voglio andare a studiare Lettere".
"Ma sei matto? Con una laurea in Lettere, nel mondo d'oggi, non ci fai niente. Vai a fare Ingegneria o Economia. Con uno di questi titoli di studio troverai sicuramente qualcosa".
Come è andata a finire? Non sono diventato un calciatore (poca qualità nei piedi ma tanta, forse pure troppa, grinta). Ogni tanto mi immagino la maestra delle elementari che ride di me e del
fatto che il massimo che sono riuscito a fare è stato calcare i campi in terra dei campionati regionali. "Te l'avevo detto. Se fai le scelte giuste la vita è semplice". Ma la vita non è semplice.
Noi non siamo semplici. Non esiste nulla di semplice. L' unica cosa che esiste è l'amore. L' amore per qualcosa. E nel momento in cui capisci cos'è che ami davvero devi scegliere se inseguire
quell'amore, tanto travolgente quanto complicato, oppure lasciarlo andare. Inseguilo. Inseguilo anche se per gli altri è una scelta sbagliata. L' importante è che per te sia quella giusta. Forse
è per questo che l'anno scorso ho deciso di iscrivermi a Lettere. Sì, è vero, ogni tanto mi chiedo cosa ne sarà di me e come potrò mantermi in futuro. Non lo so. Forse è la scelta sbagliata.
Speriamo. Forse è per questo che anni fa ho scelto la Roma: l'amore tanto complicato quanto travolgente. Il fatto che sia complicato mi è stato ricordato l'altro ieri sera per l'ennesima volta.
Forse è la scelta sbagliata. Anzi sicuramente lo è. La mia migliore scelta sbagliata. Quella di cui mai mi pentirò.

Scrivi commento