Fabio Capello su Josè Mourinho

di Leonardo Rantucci


Queste sono le parole di Fabio Capello ai microfoni di Tuttoasroma.it su Josè Mourinho e di cosa, secondo lui, gli spetterà in questi tre anni in giallorosso:

 

Lei è stato l’artefice del terzo scudetto della Roma. Pensa che potrebbe arrivarne un altro con Mourinho? 

“Mourinho è un allenatore di grande personalità, un grande comunicatore però come tutti gli allenatori ha bisogno almeno di un anno per capire il valore dei propri giocatori ed essere pronto l’anno prossimo per puntare in alto”.

 

È l’allenatore giusto che ci voleva a Roma; in pratica ha lo stesso, o quasi, carattere. Si Rivede in lui? 

“No… lui si rivede in me, poiché sono più vecchio (ride, ndr), eh mi scusi sono ‘antecedente’ a Mourinho… Diciamo che è un allenatore di grande personalità, ha le idee chiare e sa cosa vuole, e come detto prima, ci vuole un anno di tempo per capire il vero valore dei giocatori e capire anche a che livello è il valore calcio italiano”.

 

Mourinho, lo vediamo, lo abbiamo visto, da come ce lo ricordiamo, un po’ tranquillo; ha la stessa sensazione anche se poi con il Betis è successo quello che è successo… 

“Adesso sta studiando. Se non conosce ancora l’ambiente e tante altre cose, giustamente sta studiando. Deve aspettare un attimo e poi, quando sarà il momento, potrà essere dedicato per quello che farà. In questo momento non si possono giudicare le persone, i giocatori che sono appena arrivati”.

 

È difficile lavorare a Roma e tenere lo spogliatoio ben saldo?

“Lo sanno tutti che è difficile lavorare a Roma, perché è un ambiente particolare, perché c’è una mentalità particolare, un ambiente che si esalta e si abbatte e quindi bisogna capire molto i momenti che vivi, i momenti felici e molto facili, perché c’è l’esaltazione e quelli difficili, dove ci si deprime. È necessario lavorare con tranquillità e continuità”.

 

Quando ha saputo che Mourinho era il prossimo allenatore della Roma, praticamente non lo sapeva nessuno giornalisticamente, che sensazione ha avuto? 

“Bene, una sensazione di contentezza che… guardi io sono contento che quest’anno ci siano quattro grandi allenatori tornati in panchina in Italia, peccato che manchi Conte però il ritorno di Sarri, di Allegri, di Mourinho e di Spalletti, direi che è la competizione degli allenatori quest’anno. Sotto quest’aspetto questi allenatori sono un grande ombrello per le società”.

 

Pensa che Mourinho abbia già la sua squadra o con i Friedkin sta cercando di fare arrivare altri rinforzi alla sua corte? 

“Non lo so, è troppo presto per fare e dire certe cose. Mi sembra che i Friedkin sono intervenuti a livello economico in maniera pesante; diamogli un attimo di tempo per capire la realtà poi con questa pandemia è difficile per tutti capire dove andare”.

 

Come vede i nuovi proprietari della Roma per quanto riguarda la comunicazione; gli pongo l’accento perché anche nel mondo giornalistico insomma, non è che abbiamo molte info… 

“Siete abituati (ride, ndr) a un’altra comunicazione, la comunicazione che vorresti, che poi viene tutta criticata dalle radio romane. È una delle difficoltà che ha una società a gestirla, un allenatore, i giocatori stessi. Quindi, secondo me, ‘poca comunicazione, buona comunicazione’ (ride, ndr). Avete preso il più grande comunicatore, il più grande uomo più intelligente di tutti, che è Maurizio Costanzo, cosa volete di più. Per questo motivo le dico poca comunicazione, buona comunicazione, buonissima comunicazione”.

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