di Gabriele Manfridi
Ormai è passata una settimana da quando la Roma ha
annunciato che José Mário dos Santos Mourinho Félix, meglio noto come Mourinho per alcuni o come Special One per altri, a partire dalla prossima stagione siederà sulla panchina giallorossa. La
nostra panchina. Sì devo esplicitare "nostra" perché, nonostante ormai la notizia non sia più così calda, il mio cuore non riesce ad essere abbastanza freddo per rendere consapevole la mente che
tutto quello che è successo non è frutto della mia fantasia. "Ma dai non avete mica vinto un trofeo. Voi romanisti non riuscite mai ad essere lucidi". È vero, anche dopo l'ufficialità di Mourinho, la
nostra bacheca è rimasta identica a prima. Tanti spazi vuoti e qualche cimelio a ricordarci glorie di un passato ormai neanche troppo vicino. Eppure siamo contenti come chi la mattina si alza dal
letto e senza nessun motivo ha voglia di essere felice. Contento come chi è coinvolto in una cotta amorosa non più da osservatore ma da protagonista. E poi lei è la "figa" della classe. L' hai sempre
e solo vista da lontano. Ne parlavi con i tuoi amici, e loro ne parlavano con te utilizzando toni entusiastici. Purtroppo prima lei era fidanzata con un ragazzo milanese che vestiva sempre
nerazzurra, anche un po' antipatico. Ora però lei sta con te. E ancora devi cercare di capire perché abbia scelto proprio te. Anzi non cerchi di capirlo vuoi soltanto viverlo. Adesso di lei i tuoi
amici te ne parlano diversamente. "Ma dai quanto potete durare? Siete troppo diversi. Poi, sai che c'è, alla fine lei non è neanche così carina". Tu li ignori. Ti tappi le orecchie e, siccome non sai
se la vostra storia si protrarrà nel tempo, decidi di chiudere la mente e di aprire il cuore.

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