di Bruno Bertucci
Molte
testate criticano duramente l'operato del tecnico Fonseca e l'atteggiamento dell'intera squadra durante le partite che contano, i cosiddetto big match. La vera problematica, però, è quella
inerente l'equilibrio dell'intera rosa; dove può arrivare questa Roma? Possibile che dopo una sconfitta è sempre tutto da gettare alle ortiche ed appena si inanelano tre vittorie di fila si
parla di top club?! L'identità della squadra capitolina è questa, una compagine che può dire la sua per il quarto posto ma che deve vedersela con avversari agguerriti e più preparati alla continuità.
I vari giocatori indicati come "colonna vertebrale" dei giallorossi sono atleti bravi ma di, ormai, normale caratura; si pensi a Mkhitaryan e Dzeko. Da non sottovalutare chi sta
giocando al di sotto delle aspettative: Pau Lopez, Smalling, Diawara, Pellegrini, Pedro e lo stesso cigno di Sarajevo. Il giocatore più tecnico che ha subito un
grave infortunio e terzini nella norma (Spinazzola e Karsdorp) dipinti come esterni extra-terrestri, insomma a questa Roma non si può rimproverare più di tanto. La posizione in
classifica è corretta e da anni non si arrivava ai quarti di Europa League, le scottature in Coppa Italia e al derby però hanno lasciato non pochi strascichi ma ciò non toglie che manca
un solo fattore: l'equilibrio.

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