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Zeman: il doppio ex di Lazio-Roma

di Daniel Grazioli


Il derby sarà sempre una partita diversa dalle altre, ecco perché oggi al posto del solito calciatore vi propongo un allenatore che da sempre divide l'opinione degli appassionati di calcio. Zdenek Zeman, il boemo per eccellenza, "italianizzatosi" per caso nell'estate del '68 quando in vacanza a Palermo scoppiò l'insurrezione politica nella sua Praga, decidendo di stabilizzarsi nella penisola a causa dell'instabilità in Cecoslovacchia.

 

Iniziò la sua carriera da allenatore, dopo la parentesi nella pallamano, in alcune squadre dilettantistiche siciliane per poi passare nelle giovanili proprio del Palermo (grazie anche all'aiuto dello zio, Čestmír Vycpálek, due volte campione d'Italia con la Juventus). Squadra dopo squadra, la vera svolta della sua carriera arriva nella sua seconda esperienza in Puglia; stagione 1989/90, campionato di Serie B, nasce il "Foggia dei miracoli". Incredibile come quella squadra, dal gioco spumeggiante, viene ricordata ancora oggi con l'appellativo di Zemanlandia. Con i rossoneri il boemo vince il campionato cadetto e per tre stagioni di fila non solo riesce a mantenere la categoria, ma addirittura rischia di arrivare in Coppa UEFA. Nell'arco di quegli anni rimarrà impresso il suo 4-3-3 rivoluzionario e lancerà calciatori del calibro di Gigi Di Biagio e soprattutto Beppe Signori.

 

Lo stesso Beppe Signori che nel 1994 rincontrerà alla Lazio. Con i biancocelesti conquista il secondo posto nella prima annata ed il terzo nella seconda. Verrà esonerato in corsa l'anno successivo per accasarsi nella stagione seguente... alla Roma. Il club di Franco Sensi viveva un periodo nerissimo dove aveva rischiato anche la retrocessione. Con Zeman in panchina la squadra giallorossa si risollevò, conquistando nei due anni di permanenza del tecnico un quarto ed un quinto posto. Fu comunque esonerato nell'estate del 1999 a causa della non qualificazione in Champions League. Ebbe comunque, nelle due esperienze romane, la soddisfazione di consacrare i due amici Nesta e Totti ed anche il futuro pallone d'oro Pavel Nedved.

 

Da lì in poi, Zeman, non riuscì ad incidere da nessuna parte. Furono tante le opportunità sprecate dal mister cecoslovacco, motivo per cui dovette ricostruire la sua carriera dalla Serie C (e indovinate dove?). Dal ritorno a Foggia nel 2010, passando per il campionato dei record vinto in Serie B con il Pescara di Immobile, Insigne e Verratti, accettò la chiamata di Pallotta per condurre la Roma verso i piani alti della Serie A. Risultati? Pochi, infatti venne esonerato per l'ennesima volta nella sua lunghissima carriera. Dal 2018 è fermo al box, ma la voglia di allenare, come da poco da lui detto, è ancora tanta.

 

Il palmares di Zdenek Zeman con le squadre di massima divisione è vuoto, ma come lui stesso afferma: «Il risultato è casuale, la prestazione no».

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