Quel maledetto Roma-Sampdoria

di Leonardo Rantucci


10 anni fa, il 24 Aprile del 2010, si giocò Roma-Sampdoria, a 4 giornate dalla fine del campionato con la Roma prima in classifica, e ad un solo punto dall'Inter del Triplete. Sulla panchina giallorossa sedeva Claudio Ranieri, mentre su quella blucerchiata Del Neri. Sugli spalti invece, complice la recente vittoria nel derby, c'era il pubblico delle grandi occasioni: erano stati venduti 60.000 biglietti, lo stadio era pieno. Per la squadra della capitale vincere quella partita gli avrebbe fatto mettere una mano sul quarto scudetto della sua storia, visto che le partite successive erano contro Parma, Cagliari e Chievo le quali non avevano più niente da chiedere al campionato. Per i capitolini scendettero in campo: Julio SergioCassetti (74’ Taddei), JuanBurdissoRiiseDe RossiPizarroMenezPerrotta (67’ Toni), VucinicTotti, mentre per la Sampdoria i protagonisti furono Pazzini e Storari. La partita si mette subito bene per i giallorossi che grazie al "pupone" passano in vantaggio, ma nonostante le molteplici occasione create il raddoppio non viene concretizzato, complice la grande prestazione da parte di Storari che fece una delle sue migliori partite. Si va negli spogliatoi sul 1 a 0. La Roma è prima in classifica e già pensa di alzare lo scudetto, ma ancora non ha fatto i conti con il "Pazzo". Nel secondo tempo avviene il delitto, grazie ad un cross di Cassano, Pazzini riesce a spedire la palla alle spalle di Julio Sergio. Adesso la squadra di Ranieri è alla ricerca disperata di un goal. La tensione sale. A 5 minuti dalla fine sempre la punta ex Milan ed Inter raddoppia e porta la sua Sampdoria in Champions League e regala lo scudetto a Mourinho. Il sogno scudetto svanisce, ma quella squadra di Ranieri verrà sempre ricordata per la grande coesione e senso di appartenenza, valori che permisero a quella Roma di vincere senza avere una squadra di altissimo livello.

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