Chi è Francesco Rocca?

di Francesco De Paolis


Ma forse era destino, era già tutto scritto, la favola doveva finire prematuramente.

Eppure era una favola bellissima, iniziata nei lontani anni '60 a San Vito Romano, piccolo borgo in provincia di Roma, quando un ragazzino spensierato giocava a calcio per strada, dove capitava, tutto il giorno. Il ragazzino si chiamava Francesco e percorreva a piedi la distanza tra il suo paese e Genazzano, altro borgo non molto distante, in modo da potersi allenare tra le fila dell'Audace, rincorrendo il suo sogno di diventare calciatore. Nel 1972 fu aggregato alla squadra del Bettini Quadraro, una delle maggiori società-vivaio della capitale, nonché noto club romano. Dopo neanche un anno fu acquistato dalla Roma che, consapevole delle enormi potenzialità del ragazzo, non esitò a farlo debuttare prima nel torneo Anglo-italiano e poi in campionato. Terzino potente, fisico e veloce, Francesco Rocca rappresentò il prototipo ideale del giocatore moderno, abile in entrambe le fasi di gioco, dotato di un'ottima prestanza atletica e molto affidabile anche nelle situazioni più critiche. "Il Mago" Helenio Herrera, allora allenatore della Roma, e Fulvio Bernardini, commissario tecnico della nazionale dopo la tragica esperienza al mondiale di Germania '74, si innamorano calcisticamente del suo carisma e della sua leadership, tanto che in poco tempo divenne pilastro inamovibile sia della compagine giallorossa che della selezione azzurra. Purtroppo però, complici numerosi infortuni di grave entità e un recupero forzato troppo superficiale, Francesco dovette rassegnarsi al fatto che non avrebbe potuto continuare a giocare regolarmente con quel ginocchio che lo tormentava. Si ritirò a soli 28 anni nel 1981, dopo aver onorato per quasi dieci anni la maglia che amava, quella della Roma.

Dedizione e sacrificio, Francesco Rocca: "Kawasaki" d'altri tempi. 

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