di Bruno Bertucci
Le defezioni in difesa hanno sottolineato l’intelligenza tattica di Fonseca che ha cambiato il suo modulo per adattarlo al meglio all’avversario; nonostante il risultato di 5 a 2 per la Roma, renda merito al tecnico portoghese, non si può non evidenziare il calo di rendimento della difesa. La retroguardia ha studiato per giocare a 3 dietro, con la linea a 4 si soffre sia sugli esterni (limitati e circoscritti fino al centrocampo) ed i centrali che a tratti sono parsi spaesati. La mediana, posta molto bassa, è stata deleteria per Veretout, uno di quei giocatori fondamentali per il tecnico giallo-rosso. In quella porzione di campo non è riuscito ad esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Cristante e Pellegrini, invece, sono i due che hanno preso il maggior benefit da questo nuovo asset tattico; l’ex Atalanta con compiti di interdizione si è sentito sicuro e, avere un giocatore più tecnico al suo fianco, gli ha dato maggiore tranquillità anche in fase di impostazione. Il numero 7, invece, giocando sulla trequarti ha potuto esprimere al massimo le proprie caratteristiche, in condizioni ordinarie però bisognerebbe togliere uno tra Pedro e Mkhitaryan, un delitto attualmente. Pacchetto arretrato, dunque, in difficoltà ma necessità fa virtù; Fonseca ha optato per la scelta migliore possibile ed il risultato è arrivato.

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