La Roma Post-mercato

di Bruno Bertucci 


Il primo mercato dell'era Friedkin è appena terminato, anzi no, perché gli strascichi della passata stagione si sono tutti quanti visti. La nuova dirigenza è alla spasmodica ricerca della figura del direttore sportivo che costruisca una squadra competitiva, che non significa obbligatoriamente scudetto. I giallorossi si ritrovano, dunque, con un bel dualismo in porta tra Mirante e Pau Lopez che può giovare ad entrambi portando della sana competizione in un ruolo mai scontato; in difesa l'arrivo di Smalling ha tenuto banco anche dopo il gong finale e l'acquisto di Kumbulla ha completato un reparto che aveva bisogno di centrali come l'aria. Fonseca gioca a 3 dietro e Mancini ed Ibanez si giocheranno una maglia oltre i due neo-acquisti, Fazio e Juan Jesus saranno spettatori non paganti (pardon) pagati di questa stagione. Sulle corsie esterne, alla fine, non è arrivato nessuno e mentre a sinistra con Spinazzola e Calafiori si sta, più o meno tranquilli, sulla destra Santon, Karsdorp e Bruno Peres non regalano la stessa fiducia. Al centro Diawara, Crisante, Villar, Veretout ed a volte Pellegrini sono consci del tour de force che dovranno aspettare con l'ex Napoli e l'ex Atalanta che non sono graditi a pieno dal pubblico. La trequarti è stata sfoltita: Zaniolo e Pastore sono out; Mkhitaryan, Pedro, Carles Perez e Pellegrini si giocano le due magliette dietro l'unica punta Edin Dzeko con un Borja Mayoral pronto a far rifiatare il cigno di Sarajevo. Si poteva fare di più ma dietro le quinte si è lavorato abbastanza, adesso testa al campo e giocatori a Fonseca. 

Il primo mercato dell'era Friedkin è appena terminato, anzi no, perché gli strascichi della passata stagione si sono tutti quanti visti. La nuova dirigenza è alla spasmodica ricerca della figura del direttore sportivo che costruisca una squadra competitiva, che non significa obbligatoriamente scudetto. I giallorossi si ritrovano, dunque, con un bel dualismo in porta tra Mirante e Pau Lopez che può giovare ad entrambi portando della sana competizione in un ruolo mai scontato; in difesa l'arrivo di Smalling ha tenuto banco anche dopo il gong finale e l'acquisto di Kumbulla ha completato un reparto che aveva bisogno di centrali come l'aria. Fonseca gioca a 3 dietro e Mancini ed Ibanez si giocheranno una maglia oltre i due neo-acquisti, Fazio e Juan Jesus saranno spettatori non paganti (pardon) pagati di questa stagione. Sulle corsie esterne, alla fine, non è arrivato nessuno e mentre a sinistra con Spinazzola e Calafiori si sta, più o meno tranquilli, sulla destra Santon, Karsdorp e Bruno Peres non regalano la stessa fiducia. Al centro Diawara, Crisante, Villar, Veretout ed a volte Pellegrini sono consci del tour de force che dovranno aspettare con l'ex Napoli e l'ex Atalanta che non sono graditi a pieno dal pubblico. La trequarti è stata sfoltita: Zaniolo e Pastore sono out; Mkhitaryan, Pedro, Carles Perez e Pellegrini si giocano le due magliette dietro l'unica punta Edin Dzeko con un Borja Mayoral pronto a far rifiatare il cigno di Sarajevo. Si poteva fare di più ma dietro le quinte si è lavorato abbastanza, adesso testa al campo e giocatori a Fonseca. 

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