di Gabriele Manfridi
Il numero dei contagi riprende a salire. Tutto sembra esser di nuovo a rischio. Tutto tranne il calciomercato. Un fenomeno economico e mediatico in continuo divenire. Certo, la pandemia avrà effetti importanti anche sulle prossime trattative, ma ormai questo costante trading players di giocatori è diventato una componente fondamentale del mondo del pallone. Imprescindibile per le finanze dei club, per i media e per i tifosi. A proposito di tifosi, noi romanisti assisteremo alle prime mosse di mercato della nuova proprietà Friedkin. In accordo con il parere dei tifosi e degli addetti ai lavori una di queste "mosse di mercato" dovrebbe esser rappresentata, per il bene della Roma, dall'arrivo di un nuovo portiere. Pau Lopez ha deluso sotto tutti i punti di vista. Dopo una prima buona, ma non entusiasmante, parte di campionato, l'ex giocatore del Betis dall'errore nel Derby di fine gennaio ha avuto un continuo calo di rendimento, sia tra i pali che in fase di impostazione con i piedi. Un importante investimento (30 milioni complessivi) per un giocatore che non è riuscito a garantire sicurezza e affidabilità non solo al reparto difensivo, ma anche a tutta la squadra. Una situazione, quella che ha come protagonista Pau Lopez, che riporta alla mente, usando il gergo giuridico, il caso Stekelenburg. Anche per il portiere olandese venne sborsata una cifra considerevole: 7 milioni di euro. Oltretutto sborsare 7 milioni di euro per un portiere nel "lontano" 2011, oggi può esser comodamente equiparato al depositare nelle casse del Betis 30 milioni. Anzi Stekelenburg, una volta arrivato nella Capitale, si presentava con un curriculum ancora più altisonante: 191 presenze e 11 trofei con l'Ajax e soprattutto un secondo posto conquistato da titolare ai Mondiali in Sudafrica nel 2010. C'erano tutti i presupposti affinché l'ex massimo difensore dei lancieri potesse far bene anche all'ombra del Cupolone. Non fu così. La prima stagione, con in panchina Luis Enrique, fu difficile per tutta la squadra, soprattutto per Stekelenburg. Il 17 settembre, nella sfida di San Siro contro l'Inter, Maarten uscì in barella dopo uno scontro con Lucio. Fu un'annata sotto le aspettative per l'ex Ajax. Nonostante tutto la società, seppur con qualche dubbio (come testimoniato dall'acquisto di Goicoechea), decise di riconfermare l'olandese. Il risultato di questa scelta "incerta" non fu positivo per nessuno. Stekelenburg venne relegato al ruolo di riserva, alle spalle del portiere uruguagio, che ancora oggi viene ricordato per le clamorose "papere" contro Lazio e Cagliari. Nel mese di gennaio Stekelenburg, messo sul mercato, trovò un accordo con il Fulham, ma la trattativa tra la Roma e il club inglese saltò all'ultimo momento. Da lì ci fu la rottura totale tra la società capitolina e il giocatore, che appena finita la stagione riuscirà a firmare con il tanto desiderato Fulham. Sarà solo il tempo, e il mercato, a dirci se anche questa nuova proprietà americana, ignorando il caso Stekelenburg, deciderà di correre il rischio di affidare le chiavi della porta romanista a chi finora ha dimostrato di non meritarle.

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