Diamoutene E La Notte Da Campioni Con L'Arsenal

di Gabriele Manfridi 


Più si va avanti con gli anni e più il calciomercato diventa una componente fondamentale del mondo del pallone. Acquisto, prestito secco, diritto di riscatto, sondaggio, contropartite, parametro zero... Questi sono una serie di termini che stanno dando vita a un lessico, quello delle trattative di mercato, che oggi anche i più giovani tifosi, ovvero i bambini, devono conoscere per poter capire una serie di dinamiche riguardanti la loro fede. Una di queste dinamiche da dover comprendere, anche per un giovane tifoso romanista, è il continuo tira e molla tra la Roma e il Manchester United per portare a termine l'affare Chris Smalling. A me i numeri non sono mai piaciuti, soprattutto le cifre esorbitanti che governano il calcio moderno, e ho sempre preferito, alla notizia di un possibile acquisto, viaggiare con la mente e pensare a qualcosa di totalmente estraneo dalla contemporaneità. In che senso? Vi faccio un esempio. Sentendo parlare della trattativa con i Red Devils per Smalling a me è venuto in mente Souleymane Diamoutene. Perché? Perché Diamoutene era, ed è ancora, un difensore proprio come il nostro attuale numero 6 (Smalling), e perché Diamoutene fece, con stupore di tutti, una grande partita nella gara di ritorno contro l'Arsenal (altra squadra inglese come lo United), valevole per gli ottavi di finale di Champions League. Un ragionamento che forse in pochi potranno capire come in pochi potranno ricordarsi di Diamoutene. Diamoutene dopo delle ottime stagioni al Lecce, giocando sia in Serie A che in Serie B, arrivò alla Roma in prestito il 31 gennaio 2009. Il calciatore maliano venne preso dai giallorossi solo per fare la riserva della riserva. In altre parole la riserva di Simone Loria. Fu così per quasi tutta la stagione, in campionato collezionerà solo 4 presenze, se non per una notte. L'undici marzo di quell'anno, l'ex Lecce giocherà dal primo minuto quella partita contro i Gunners. Noi avevamo perso per 1 a 0 a Londra e al ritorno ci presentavamo numericamente ridotti all'osso. Tanto all’osso da spingere Spalletti a schierare, affianco all'incerottato Juan, Diamoutene dall'inizio. All'Olimpico la Roma domina il campo per tutti i 90, anzi 120, minuti di gioco. Passiamo subito in vantaggio con Juan, che sarà poi costretto a chiedere il cambio. Al suo posto entra Julio Baptista, che si divorerà un gol colossale nel secondo tempo, il che comporta lo spostamento di Riise al centro della difesa e l’arretramento di Tonetto sulla linea dei difensori. Riise e Diamoutene riusciranno a respingere quasi tutti gli attacchi inglesi e a tenere la porta inviolata. La lotteria dei rigori farà dissolvere nell'aria il sogno qualificazione. Nonostante tutto Diamoutene, che oggi gioca in serie D nel Giulianova, per me farà sempre parte di quella notte eroica terminata con un finale ingiusto. Una notte da romanisti. Una notte da campioni. 

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