di Bruno Bertucci
Tra i vari business plan di James Pallotta vi è, in previsione, quello che porta al famigerato stadio di proprietà. In America è noto come gli impianti sono fondamentali per ottenere un vantaggio competitivo. La maggiore difficoltà, però, risiede nel riempire questa immobilizzazione materiale 7 giorni su 7 (non solo, quindi, con la partita di calcio). Appare ovvio come gli stadi italiani costruiti e restaurati per Italia 90, sono obsoleti e poco funzionali alle esigenze contemporanee. Andando ad analizzare i dati della stagione in corso, la media spettatori dei tifosi della Roma si attesta al quinto posto (con circa 39400 tifosi al suo interno), dietro solo a: Inter, Milan, Lazio e Juventus. Questi dato sono limitati, perché si rifanno solamente al numero medio di persone presenti allo stadio, il numero importante è quello del load factory (ovvero il fattore di riempimento); questa percentuale ci dice quanto lo Stadio viene effettivamente riempito. Questa informazione, fondamentale nel calcio di oggi, pone la Roma al terz'ultimo posto con il 54,4% di riempimento totale dell'impianto. È ovvio come la costruzione dello Stadio di proprietà è un elemento fondamentale per il cammino futuro dei giallo-rossi, la capienza dell'Olimpico di Roma consta di 72698 posti ed un impianto così vasto rischia di far perdere un eccezionale colpo d'occhio e di far diminuire la visibilità e la concezione stessa di Roma.

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