di Gabriele Manfridi
K come Krieziu. Quando per la prima volta ho sentito pronunciare questo nome ho pensato a un personaggio della mitologia greca. Tutta una questione di fonosimbolismo. Eppure il mio orecchio ci era andato così vicino. Era arrivato poco più a Sud dell’obbiettivo: l'Albania. Immaginiamo allora di esser catapultati ad Atene e di dover percorre 723,2 km per arrivare a Tirana. Ma perché dovremmo fare 8 ore e 52 minuti di viaggio? Magari per vedere i luoghi dove è nata una parte del nostro primo scudetto. Sì, perché se Frascati, per noi romanisti, è sinonimo di Amedeo Amadei che a sua volta è sinonimo di "primo scudetto giallorosso" allora anche Tirana, per noi romanisti, dev'essere sinonimo di Krieziu e quindi di "primo scudetto giallorosso". Krieziu: "la freccia di Tirana". Un soprannome che per quanto descrive efficacemente il personaggio potrebbe sostituirsi al nome stesso. Un soprannome che racconta i cento metri in undici secondi netti corsi da Krieziu. Un soprannome che ai non appassionati potrebbe sembrare il nome di un eroe di guerra. E proprio la guerra sarà per Krieziu una bussola. Una bussola che dopo l'occupazione italiana dell'Albania nel 1939, evento che aveva aperto agli sportivi albanesi l'accesso alle federazioni del CONI, diede alla freccia di Tirana la possibilità di iscriversi all'ISEF (Istituto superiore di educazione fisica), avendo egli il desiderio di diventare professore di educazione fisica. Nel marzo del 1940 Krieziu, grazie a una serie di fortunati eventi, fece un provino al Campo Testaccio e venne tesserato dalla AS Roma. A ventun anni il mancato professore di educazione fisica si ritrovò a giocare in Serie A con la Roma, in coppia d'attacco con il Fornaretto Amedeo Amadei. Tirana e Frascati all'improvviso erano più vicine che mai. Le due parti di quello che sarebbe stato il nostro primo scudetto si sarebbero poi perfettamente congiunte un anno dopo. Giusto il tempo di far affinare all'albanese il proprio italiano e nella stagione 1941-1942 l'impensabile coppia del "Regno d'Italia e d'Albania" portava per la prima volta il tricolore a Roma. Un tricolore italo-albanese. Un tricolore alla faccia di chi pensa che in ognuno di noi non ci possa essere qualcosa di un altro.

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