di Bruno Bertucci
Questo periodo di crisi globale ha, per forza di cose, abbassato le pretese di molte compagini calcistiche. Il movimento del gioco più bello del mondo vivrà una contrazione patologica e questo non gioverà, sicuramente, a squadre come la Roma. La trattativa tra Friedkin e Pallotta sembra essersi interrotta e non per colpa del rischio contagio del Covid-19 ma per diversi altri fattori: stadio, bilancio e contenziosi. Le problematiche per l'impiantistica sono realmente troppo esose ed ogni volta appare qualche falla nel progetto o nelle richieste del territorio; il bilancio non è così disastroso ma il capitale sociale negativo obbliga la Roma ad affidarsi a commercialisti ed a consulenti del lavoro in grado di ottemperare a questa defezione (ergo aumento di costi); i conteziosi riguardano soprattutto il passato e sono una spada di Damocle pazzesca. I capitolini, però, in questa gestione americana ha cercato di alzare l'asticella in maniera esponenziale trovandosi, spesso e volentieri, di fronte ad intoppi. Il cambio del brand è stato importantissimo per implementare quell'internazionalizzazione che tanto serve ad una squadra di calcio moderna, le Academy in America ed i tour in giro per il mondo non fanno che far implementare la conoscenza del marchio. Non ultima la scelta dello sponsor tecnico (Nike) con la quale si è sottoscritto un contratto importante, con l'obbligo di qualificarsi almeno per 2 anni di fila in Europa. L'aumento dei followers sui social ha fatto, anche, crescere la Roma dal punto di vista comunicativo. Detto ciò, però, se non arrivasse un nuovo investitore chi si diletta a giocare sul fronte di Ponte Duca D'Aosta deve obbligatoriamente fare due modifiche sostanziali: abbassare il tetto ingaggi e diminuire l'obiettivo minimo stagionale. I capitolini hanno un monte ingaggi che supera i 100 milioni di euro e l'ingaggio più alto appartiene a Dzeko (quasi 9 milioni lordi, 5 netti), si cercherà di non superare questa soglia vendendo anche quei calciatori che non sono stati utili alla causa (come Pastore 8 milioni lordi o Perotti 5,5 milioni lordi). Per quanto riguarda il piazzamento in classifica, tagliando sugli stipendi e sul numero di giocatori in rosa si dovrà andare ad intaccare la qualità tecnica, quindi è verosimile un ridimensionamento anche sul campo. Se tiriamo la linea e facciamo la somma finale, per questioni di sponsor la Roma deve qualificarsi in Europa ma abbassando il livello tencico si punterà alla qualificazione alla vecchia Coppa Uefa. Che sia una mossa per ripartire alla grande?

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