di Bruno Bertucci
Difficile, se non impossibile, crescere con la consapevolezza di essere un artista poliedrico. Non tutti hanno doti in grado di far emozionare popoli interi, eppure, proprio in Italia nella terra dei poeti e dei navigatori ha poggiato i propri piedi sul terreno di gioco una figura di questo calibro. È l'estate del 2001 quando la Roma, dopo aver vinto il campionato, scucendo letteralmente il tricolore agli odiati cugini, surclassa i rivali di sempre: la Juventus. I giallo-rossi superano i bianconeri anche in sede di mercato e si assicura le prestazioni calcistiche di un giovane Antonio Cassano. Il carattere è quello che è e la presentazione contro il Kashima Anthlers è tutta un programma. Capello lungo laccato all'indietro e gomma da masticare, sguardo di chi sa che di lí a poco inizierà a comporre arte con un pallone. La stagione ufficiale comincia con un taglio di capello eccentrico, biondi a spazzola e per le vie di Trigoria lo si appellava con il nomignolo "Pikachu". Antonio si sa far voler bene ma non farsi mettere i piedi in testa, quelli lui li intreccia con i suoi per confondere gli avversari ed è subito magia. Nasce un'intesa stratosferica con Francesco Totti, una delle coppie più forti se non la più forte che abbia mai calcato l'Olimpico con la maglia della Roma. Peter Pan cresceva e sul campo dimostrava di avere quell'autorità che manteneva anche fuori. Numero 18 sulle spalle e sinfonie sul terreno di gioco, gol al derby e doppietta al poker contro la Juventus. Sguardo di sfida verso l'assistente in un Roma-Inter dove vennero annullate ben 3 reti ai capitolini. Antonio ha creato tutto questo poco più che ventenne. All'alba del mondiale vinto decide di andare alle merengues, il vestiario della sua presentazione è l'ennesimo colpo d'arte soprattutto perché lasciava la capitale d'Italia per andare in uno dei club più forti di sempre. Le cassanate a Roma sono solo la ciliegina sulla torta di chi è stato in grado di far divertire i tifosi in campo e fuori... perché nonostante tutto a Cassano gli vogliono bene tutti.

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