di Leonardo Rantucci
"Un gruppo unito è più importante dei singoli fuoriclasse" l'ha detto oggi Vincent Candela in un'intervista al Corriere della Sera, in cui ha raccontato la sua esperienza alla Roma in particolare quel Juventus Roma del 2001 finito 2-2, pareggio fondamentale che ha portato i giallorossi a vincere lo scudetto, di seguito le parole:
La ricorda bene quella partita?
È stata una festa, abbiamo pareggiato ma è stato come se avessimo vinto.
Vi siete sentiti in anticipo campioni d’Italia?
Capello non ce lo ha permesso, è stato bravo a gestire la situazione. Ci ha rimessi sulla giusta strada.
Qual era il vostro segreto?
Il gruppo unito, è più importante dei singoli. Anche se noi avevamo grandi uomini e grandi giocatori, infatti la partita l’hanno risolta Nakata e Montella.
Vanno di moda tra i tifosi le classifiche di tutti i tempi, e lei in quella dei terzini c’è sempre: le fa piacere?
Molto, ma non è quello che mi fa andare avanti. Il rapporto che ho con le persone di Roma è speciale e va oltre le statistiche. La ricompensa è la gente che è venuta alla mia partita di addio, il rapporto con le persone che incontro per strada.
Totti la vuole ancora portare a lavorare con lui?
Con Francesco c’è un’amicizia da 25 anni, abbiamo vinto tante battaglie, per lui ci sarò sempre.
Se il campionato dovesse riprendere, dove può arrivare la Roma?
La Roma ha una rosa da prime quattro, se non dovesse centrare la qualificazione in Champions sarebbe una piccola delusione. Ma io punto su Fonseca.

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