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G come Goal

di  Gabriele Manfridi


G come Gol. Non potevano mancare loro. Per molti sono la cosa più importante del calcio. Sono ciò che ti permettono di vincere le partite e magari di alzare qualche trofeo. Vero, ma solo in parte. Un gol rimane tale anche se la Roma sta perdendo di tre, quattro o cinque gol. Ancora mi ricordo quando Gervinho siglò la rete dell'uno a cinque contro il Bayern Monaco. Fu una serata drammatica per noi romanisti. Ma, nonostante il risultato fosse ormai compromesso, quando vidi entrare quel pallone nella porta difesa da Neuer un soffio di speranza mi attraversò l'anima. No, non era speranza. Era gioia. Se io non potevo esultare a causa dell’incolmabile svantaggio di quattro reti, almeno lo faceva la mia anima per me. Perché lo stava facendo? Perché la Roma è uno stato dell'anima. E quell'inutile rete di Gervinho stava incidendo su di essa. Era qualcosa che faceva parte di me, a prescindere dal risultato. Tante volte purtroppo ho dovuto provare questo tipo di sentimento. Per fortuna fanno parte del mio essere anche tutti quei gol che hanno contribuito ad una vittoria o addirittura, in un caso, al raggiungimento di un trofeo. Quest'unico caso rappresenta il mio primo ricordo giallorosso. Il gol di Mexès dell'uno a zero contro l'Inter nella finale di Coppa Italia del 2008. Pizarro da calcio d'angolo mette la palla sul primo palo e il difensore francese con una meravigliosa girata da centravanti infila Toldo. Il mio primo sorriso per un gol. La mia prima esultanza. Forse le migliori parole per descrivere ciò che successe quel giorno sono quelle di D'Annunzio: "Certi ricordi bastano a profumare un'anima per sempre". Fu ed è ancora così. Da lì ho iniziato a vivere da romanista. Tutto nasce sempre da un gol. Sta a noi poi decidere cosa costruirci sopra. Un esempio emblematico è il gol di Dzeko all'andata dei quarti di Champions League contro il Barcellona. Quella partita finì quattro a uno per i catalani. Ma da quel nostro "uno" sul tabellone del Camp Nou, mister Di Francesco e i suoi guideranno tutto il popolo romanista ad un’impresa storica. Visto cosa può fare un gol? Può ricordarci che siamo noi a scegliere l'inizio.

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