Zaniolo, troppo presto per incensarlo?

di Bruno Bertucci 


L'infortunio occorso a Zaniolo non ha interrotto i consensi per il gioco e la tecnica del ragazzo, il carattere è ancora da perfezionare vista la giovane età e la bravata con Kean in under 21 non è passata in sordina senza fare scalpore; se pensiamo che, in occasione del suo approdo alle pendici del Colosseo, una parte della tifoseria lo designava come il “sostituto” di Nainggolan, quindi costretto a sobbarcarsi un peso enorme sulle spalle, si delinea un profilo tutt'altro che normale. In questo periodi sono molti i calciatori che incensano il talento ex-Inter, da Totti passando per Balzaretti troviamo suoi estimatori, ma anche detrattori di chi vuole andarci con i piedi di piombo (vedi Cassano) per non cadere nel pericoloso vortice del “ha i mezzi ma...”. Definirlo fenomeno o predestinato sembra essere prematuro per chi ancora deve dimostrare molto sul terreno di gioco, soprattutto quella continuità che verrà acquisita con il passare del tempo e con la giusta consapevolezza dei propri mezzi. La stazza robusta ed il modo energico di proteggere il pallone, ad esempio, è stato fin qui uno dei punti a sfavore dipingendolo come un giocatore dal cartellino giallo facile. Il classe '99 in questa stagione ha disputato 24 match siglando ben 6 centri, di cui 4 in campionato e 2 in Europa League e ci siamo chiesti quali fossero i numeri di tre campioni all'età sua. “L'ideal-confronto” non può che partire da Francesco Totti, 20 anni e passa come capitano della Roma non passano inosservati da queste parti; all'età di Nicolò “il bimbo de oro” ha giocato 30 partite segnando un gol in meno ma non si può fare il paragone con questa compagine. I giallorossi nella stagione 96-97 aleggiavano a metà classifica e, dopo aver cambiato allenatore finirono al dodicesimo posto. Se volessimo guardare oltre le Alpi, all'età di Zaniolo, Cristiano Ronaldo vinceva il suo secondo titolo con il Manchester United segnando 12 gol in 47 partite giocate... pochi anni dopo vinse il pallone d'oro. Attraversando l'Oceano ed alzando l'asticella arriviamo fino all'erede del D10S, quel Leo Messi che continua a stregare ancora oggi milioni di appassionati. A vent'anni è riuscito a segnare 12 volte in 40 match. Non vinse titoli con i catalani, anche se l'anno prima alzò la Champions e l'anno dopo stessa storia. A 20 anni, però, Messi conquistò l'oro olimpico a Pechino.

Bisogna lavorare sodo, piccolo Nicolò, ma con l'amore che questi tifosi ti stanno riservando nulla è precluso.

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