Nella Roma oggi - Mexès

di  Matteo Borrillo


Nato a Tolosa in Francia nel 1982, muove i primi passi da calciatore all’età di 8 anni proprio nella squadra della sua città, dove rimane per ben 7 stagioni. Passa dunque all’Auxerre, cittadina della Borgogna, dove esordisce nel 1999 in Ligue 1. Qui resta fino al 2004, quando la società giallorossa se ne assicura le prestazioni in particolare per sostituire Walter Samuel, accasatosi al Bernabeu, e per far coppia con Cristian Chivu prima e con Juan poi. Sulle modalità d’acquisto sono sorte numerose perplessità, che hanno portato poi ad una sanzione pecuniaria da parte del TAS e alla sospensione dall’attività sportiva del calciatore stesso per circa un mese.

Nelle prime 5 stagioni colleziona una media di 30 presenze in campionato, mentre nelle restanti due le partite disputate scendono rispettivamente a 19 e a 22. In particolare, nell’anno dello scudetto sfiorato e perso in favore dell’Inter di Mourinho, Ranieri gli preferisce, ad inizio stagione, NicoláBurdisso (in prestito proprio dai nerazzurri); in seguito subisce anche un infortunio che lo tiene lontano dal terreno di gioco per circa un mese. Memorabile (anche se in senso negativo) un Mexès in lacrime seduto in panchina ripreso dalle telecamere in quel Roma-Sampdoria del 2010, quando i giallorossi persero la possibilità di vincere il campionato.

Nell’estate 2011 avviene il passaggio a parametro zero al Milan, non avendo rinnovato il suo contratto poiché in cerca di una squadra in cui avrebbe senz’altro giocato titolare, in modo da poter essere convocato per la sua Nazionale.

Difensore centrale di circa 187 cm per 83 kg di peso, nonostante l’imponente fisico, si dimostra assai reattivo in difesa, giocando spesso d’anticipo, e abile nell’impostare l’azione dalla retroguardia. Roccioso nella sua area di rigore, riesce a farsi valere anche in quella avversaria, battendo a rete di testa o sorprendendo con giocate acrobatiche o tiri dalla lunga distanza.

Adesso poniamoci la domanda fatidica… il Mexès di allora giocherebbe nella Roma di oggi?

Data la sua capacità di giocare d’anticipo, credo che nel gioco di Fonseca si sarebbe potuto inserire davvero bene, anche se rinunciare a uno tra Smalling e Mancini, ormai coppia consolidata, non sarebbe affatto facile.

E voi, come vedreste Rugantino nella Roma 2020?

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