Nella Roma oggi? - Osvaldo

di Matteo Borrillo 


Con questo articolo iniziamo una rubrica in cui andiamo a ripercorrere la carriera di calciatori che hanno militato nella Roma, alcuni per brevissimo tempo, altri a lungo, provando anche ad immaginare se e come si inserirebbero ipoteticamente nella rosa attuale…


Classe 1986 (coetaneo di Edin Džeko), Pablo Daniel Osvaldo, originario di Lanús, si forma nelle giovanili di tre diverse squadre della sua Nazione, Lanús, Banfield ed Huracán ed esordisce proprio in quest’ultima a livello professionistico nel 2005. Nel gennaio del 2006 lascia il Paese natale per trasferirsi in Italia, a Bergamo, dove gioca solamente 3 partite siglando una marcatura (peraltro decisiva ai fini della promozione del club in A). In estate viene acquistato in comproprietà dal Lecce, militante in Serie B, dove ad allenarlo è il tecnico Zdeněk Zeman che lo schiera spesso titolare; tuttavia, a metà campionato, il boemo viene esonerato, e con il neo allenatore trova decisamente meno spazio (concluderà la stagione con 32 presenze ed 8 reti). 


L’Atalanta, al termine della stagione (2007), lo riscatta e lo cede alla Fiorentina per 4,5 milioni di euro. A Firenze in una stagione e mezzo (2007-gennaio 2009) colleziona 21 presenze e 5 reti. Anche a Bologna non riesce a incidere, nonostante le 25 apparizioni (tra gennaio 2009 e gennaio 2010).


La svolta per lui arriva a Barcellona, sponda Espanyol, dove gioca a partire dalla sessione invernale di quell’anno (per poi venire riscattato per 5 milioni). Nella Liga sembra essere esploso tanto da arrivare a timbrare il cartellino per 22 volte in 47 gare.


Per questo il 25 agosto 2011 ad assicurarsi le sue prestazioni è la Roma per 15 milioni di euro, squadra in cui riesce a segnare il maggior numero di gol nella sua carriera (ben 29 in 56 presenze). Risulta uno dei migliori in squadra con in panchina Luis Enrique prima e con il ritrovato Zeman poi (esonerato di nuovo a metà stagione, con il subentrante Andreazzoli che non stravede per lui) nonostante i piazzamenti in classifica deludenti, essendo in grado di trovare la via del gol con continuità e dimostrandosi un attaccante assai freddo davanti alla porta, nonché capace di gesti tecnici notevoli come pallonetti e rovesciate (due memorabili siglate contro Catania e Lecce). 


Lasciato il club capitolino per 15,1 milioni, inizia il suo girovagare in vari club di diversi campionati, iniziando dal Southampton, passando per Juventus, Inter e Boca Juniors in prestito, continuando al Porto e terminando col ritorno al Boca Juniors e il primo ritiro. Dopo aver intrapreso la carriera musicale, torna sui suoi passi e nel gennaio 2020 si accasa al Banfield, club nel quale militò a livello giovanile. 


Dunque, sarebbe un calciatore in grado, allo stato attuale (considerandolo per le sue caratteristiche tecniche), di giocare ed eventualmente dimostrarsi utile alla causa della Roma? Certamente il rapporto con la tifoseria non è idilliaco (per usare un eufemismo), ma cerchiamo di analizzare il calciatore per le sue doti.


Alto 1,82 m per 81 kg di peso, si dimostra assai agile nel dribbling, ma al tempo stesso forte fisicamente, e reattivo in particolare in area di rigore, risultando sempre lesto a piombarsi su respinte o palloni vaganti sia di destro che di sinistro. Altra sua dote di spicco è sicuramente l’elevazione e di conseguenza il colpo di testa, per non parlare dell’estrema freddezza quando si tratta di affrontare il portiere a tu per tu. Per finire, ha anche i pregi di una discreta partecipazione in fase difensiva ed una buona attitudine a giocare da regista avanzato, preferendo tuttavia segnare che far segnare. 


Il suo unico, seppur grande, difetto è quello della scarsa inclinazione all’osservanza delle regole, cosa che ha avuto conseguenze pesanti nei rapporti con compagni, tifoserie e società.


In conclusione, resta pur sempre un calciatore di grande spessore, che, nella Roma attuale, sarebbe benissimo in grado di far coppia con Edin, dato che in un certo senso i due sono complementari: il primo agirebbe da finalizzatore, l’altro dietro di lui gli servirebbe palloni col contagiri da destinare in fondo alla rete.


E voi, come lo vedreste nella Roma di oggi…?


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