Ranieri: "La Roma vincerà quando..."

di Leonardo Rantucci


Queste le parole di Claudio Ranieri al Corriere dello Sport:

La ripresa del campionato

“Nei prossimi mesi andremo a giocare ogni tre giorni, è difficile fisicamente e psicologicamente. Con più cambi possiamo recuperare più facilmente. Si giocherà con il caldo, parecchi miei atleti sono stati colpiti dal virus, non sono macchine, dobbiamo dargli la possibilità di recuperare. I medici devono dirci come fare e dare un parere dopo aver effettuato i test. Quando andiamo a intensificare l’attività le difese immunitarie si abbassano, io sono un allenatore e devo essere sicuro che quando il giocatore sarà a disposizione potrà fare tutto. L’incolumità degli atleti deve essere al primo posto”.

Tornare all'Olimpico da avversario

"Mi fa sempre un certo effetto tornare all’Olimpico. Da tanti anni sono andato via, sono tornato due volte, ma sempre con grande emozione. Sono contento del lavoro che sta facendo Fonseca, un grande lavoro, sia tattico che psicologico. Mi piace molto come gioca la Roma. L’addio alla partita di De Rossi? Quella partita era la festa di De Rossi. Non mi aspettavo i cori per me, i tifosi mi hanno preso alla sprovvista. Mi hanno fatto enormemente piacere, perché faccio questo lavoro per la passione che mi trasmette, come se fosse il primo giorno. Non è facile avere entusiasmo, sono un combattente, mi piace aggiornarmi, stare sul pezzo."

La roma vincerà quando...

“La politica di vendere sempre i giocatori migliori non paga, ma sappiamo benissimo che oggi c’è un’imprenditoria che gestisce le squadre di calcio. Bisogna far quadrare i conti. Quando ci sarà la possibilità di trattenere i campioni si tornerà a vincere. Aver inserito giovani importanti con gli anziani giusti è un bel progetto. Zaniolo? Nicolò è un grande giocatore che fa la differenza. Ha tutte le qualità, è molto umile, ha una grande forza interiore, può arrivare al top. Va bene come lo sta facendo giocare Fonseca, lui è mezzala o esterno a tutto campo. La sua forza dirompente è quella di strappare la palla e ripartire”

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