di Leonardo Rantucci
Queste le parole di Claudio Ranieri sulla Roma a Sky Sport:
De Rossi allenatore?
Era già un allenatore in campo. Ragazzo serio e intelligente che conosce il calcio. Giocare e fare l’allenatore poi è un mestiere differente. Ha tutte le carte in regola però per farlo. Non dimentichiamoci che il papà è allenatore e saprà dargli dei consigli molto adatti. Daniele, nel giorno del suo addio, meritava una cosa del genere.
Sull’addio di De Rossi.
E’ stato anche il mio di saluto alla Roma. Mi sono emozionato. Faccio questo lavoro per le emozioni che mi dà. Finché ci sarà questo sentimento, continuerò
Sulla chiamata della Roma nella scorsa stagione.
Sono stato sempre tifoso della Roma, fin da bambino. Poi sono diventato giocatore e allenatore. Dentro di me c’è sempre quel bambino, tifoso di questa squadra.
Su una foto con la maglia della Roma e su quella col nipotino Orlando a Trigoria.
Per la prima credo che fossero i primi anni Settanta. Sulla seconda, mio nipote Orlando venne a trovarmi quel giorno a Trigoria, giocò con Totti e con Christian per tutto il giorno.
Su Roma-Samp del 2010 e lo scudetto perso con l’Inter
Non credo che un allenatore sbagli sempre. Nel primo tempo vincevamo 1-0 e abbiamo sbagliato diversi gol. Se si fosse chiusa la prima frazione sul 3-0 adesso parleremmo di qualcosa completamente diverso. poi ci furono le due invenzioni di Antonio Cassano per la testa di Pazzini. Doveva andare così. Non credo nella stanchezza. Avevamo fatto una grande rimonta all’Inter, quando stai in quei momenti non pensi alla stanchezza ma ti lasci trasportare dall’euforia. Nel primo tempo abbiamo avuto le occasioni per chiudere la partita. Nella ripresa il doppio gol ci ha tagliato le gambe.

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