Dzeko:"A Roma tifosi speciali"

di Giovanni Paciotta


Ha parlato in una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, il capitano della Roma Edin Dzeko. Il bomber giallorosso che ha ripercorso tutta la sua carriera, attraverso l'intervento di diversi parenti ed ex allenatori e compagni. Noi vi andremmo a riproporre i passaggi più importanti di questa lunga chiacchierata, 

 

 

I primi calci di Edin Dzeko 

“Dopo la guerra mio padre mi ha portato in una scuola dove ho iniziato ad allenarmi, era Zeljeznicar. Non ci si poteva allenare fuori, i campi erano distrutti. Il mio primo allenamento era in una scuola”.

  

La sorella sul suo addio a Sarajevo

"Edin ha lasciato casa a soli 19 anni, riguardando indietro mi sembra una cosa così lontana. All’inizio eravamo preoccupati per il fatto che Edin dovesse vedersela da solo in Repubblica ceca, era giovane e non era mai andato via di casa. Siamo rimasti molto sorpresi quando ha iniziato a dimostrare che era perfettamente capace di cavarsela in qualsiasi posto del mondo si fosse trovato. Edin sembra essere nato per fare questo lavoro, così per affrontare tutte le sfide della vita. Sembrava fosse predestinato a compiere grandi cose e di fatto lo sta facendo”. 

Dzeko sul suo passaggio al Wolfsburg

“Prima di andare lì esordii in nazionale, vincemmo 3-2 contro la Turchia. Già lì sentii qualcosa che c’era col Wolfsburg, mi vidi con Magath e firmai, per rimanere tre anni e mezzo. Il Wolfsburg aveva preso me e Barzagli. Non ho bellissimi ricordi, anche perché con Magath era stato il ritiro più massacrante in carriera, con tre allenamenti al giorno”. 

 

L'attaccante bosniaco sulla sua avventura al Manchester City 

"Nei primi sei mesi non è stato facile perché c’era tanta concorrenza, però ho fatto 4 gol al Tottenham nel 5-1 finale. La partita successivamente poi sono rimasto in panchina per 90’… Ho chiesto al mister perché non avessi giocato, lui mi ha risposto che dovevo riposare. Aguero comunque fece tripletta al Wigan, io però non ero contento”.  

 

La gara contro il QPR e la conseguente vittoria del titolo

"Non ci credevo nemmeno io, nel calcio poi può accadere di tutto. Mi ricordo che al gol di Aguero feci uno scatto a una velocità massima, impossibile spiegare come abbiamo fatto quei due gol in due minuti, secondo me è difficile che una cosa del genere possa ricapitare in futuro e vincere così lo scudetto”. 

 

Edin Dzeko e la sua scelta di trasferirsi alla Roma

"Sapevo che il mio tempo al City stava per finire, mi convinse Sabatini. Il ds mi venne a trovare in Croazia e mi disse che senza di me non sarebbe tornato a Roma. Non è stato uno che è venuto e ha lasciato in sospeso le cose, lui è stato diretto, ogni minuto si accendeva una sigaretta (ride, ndr). Dopo è stato tutto più facile perché le società già si conoscevano, il resto lo conosciamo”.   

L'arrivo da star a Roma e il debutto in amichevole contro il Siviglia

Sull'arrivo a Roma: "Una cosa incredibile, pensavo si vedesse solo in televisione, avevo sentito che i tifosi giallorossi erano calorosi ma non mi aspettavo un’accoglienza del genere all’Aeroporto”. Sull'amichevole contro il Siviglia; “Abbiamo giocato bene, feci due gol e come inizio era promettente guardando poi la partita contro la Juventus in casa dove abbiamo vinto, abbiamo iniziato bene quel campionato." 

 

Il gol contro la Juventus e il rapporto con Spalletti

"Non mi aspettavo di fare gol, Iago Falque crossò e segnai. Purtroppo dopo abbiamo avuto delle battute d’arresto e non siamo più stati noi”. Su Spalletti: "Diceva a tutti che si doveva dare di più, voleva che i palloni andassero in verticale per l’attaccante e quel gioco per me fu importante, altrimenti non avrei mai fatto 39 gol”. 

Sul primo anno di Di Francesco

“In campionato ci sono stati alti e bassi, ma in Champions League abbiamo fatto un cammino straordinario che nessuno si aspettava. Per prima cosa, nessuno pensava che avremmo superato il turno avendo nel girone Atletico Madrid e Chelsea, tutti pensavano che saremmo retrocessi in Europa League”.  

 

Dzeko su Roma-Barcellona 3-0 e sull'andata contro il Liverpool

"Tutti dicono che sono stati eliminati per demerito loro, la verità è che abbiamo giocato bene noi per tutta la partita. Penso che quella partita sia stata clamorosa, la guardo spesso e ancora non mi capacito di quello che abbiamo fatto”. Su Liverpool-Roma 5-2: “Non voglio ricordare quella partita, l’abbiamo buttata perché in semifinale fa male perdere così, quella partita rimane lì nella mia testa”.  

 

Sul suo rapporto con Fonseca

“Gli dissi subito che con me non avrebbe mai avuto problemi, non ne ho mai avuti con i miei tecnici. Iniziai la preparazione e poi sono rimasto a Roma. Fonseca parlava spesso con me e mi diceva di rimanere, mi diceva di essere felice quando mi allenavo”. 

 

Conclude Dzeko sullo spogliatoio e le critiche

“Siamo tutti amici, anche da altre parti ti fai degli amici però qui a Roma siamo sempre tutti insieme, siamo un gruppo importante e siamo tutti molti amici”. Sulle critiche: “Quando segni sei il numero uno, quando non lo fai devi essere ceduto. Sappiamo come funziona, in tanti parlano. Tutti possono dire quello che vogliono, l’importante è ciò che vuoi ascoltare e sentire”.

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