Roma 3-0 Barcellona

di Matteo Borrillo


10 aprile 2018, il punto più alto toccato dalla Roma in Europa (e forse in assoluto) negli ultimi anni. Non solo per il traguardo delle semifinali di Champions League, ma anche per la bellezza e al tempo stesso per l’efficacia del calcio espresso in quella partita, sia a livello offensivo (la fase prediletta da mister Di Francesco) sia a livello difensivo.

Gli animi sono assai tesi sin dal pre-partita, con alcuni che disperano e con altri che confidano nella buona prestazione dell’andata (ingenerosa dal punto di vista del risultato) per ribaltare la situazione.

Di Francesco l’ha preparata alla perfezione ed infatti l’atteggiamento in campo è quello giusto: pressione alta ed estrema attenzione ed intensità su ogni pallone. Lo schieramento sul terreno di gioco vede un 3-5-2 che permette di soffocare la circolazione di palla difensiva del Barcellona e di bloccare l’offensiva blaugrana, dato che i due attaccanti devono scontrarsi con ben 3 difensori centrali. Fondamentali Florenzi a destra e Kolarov a sinistra in entrambe le fasi di gioco; per non parlare del centrocampo, composto da De Rossi, Nainggolan e Strootman, ossia dal cuore, dalla intensità e dalla grinta della Roma.

Immediatamente nei primi minuti passiamo in vantaggio con un immenso Džeko, che nel secondo tempo ha anche il merito di procurarsi il calcio di rigore che il nostro capitano segna. Infine, ricordiamo tutti perfettamente non solo il gol al minuto 81, ma anche l’esultanza sfrenata di Kostas Manolas (eroe di giornata) e la sua espressione indimenticabile, stampata nella nostra mente.

L’auspicio di ciascuno di noi tifosi è ovviamente di rivivere notti come queste in un futuro il più prossimo possibile. Certo è che quella storica partita, quella storica battaglia, quell’impresa, non la dimenticheremo mai.

Scrivi commento

Commenti: 0