Vale la pena confermare Perotti?

di Daniel Grazioli


Trentadue le candeline da spegnere a luglio 2020, chissà se lo farà per il quinto anno di fila nella Capitale. Diego Perotti, uno degli ultimi superstiti della magnifica squadra del 2016/17, si troverà davanti a un bivio nel mercato estivo: cercare una seconda giovinezza altrove, oppure continuare a guardare i suoi più giovani compagni di ruolo dalla panchina. Le possibilità di continuare a brillare nello scacchiere di Fonseca sono pochissime, e la fiducia in lui riposta dalla società si è ridotta ai minimi termini. Il contratto dell'ex Genoa scade nel 2021, e pur di non perderlo a zero la Roma ne farebbe a meno anche per cifre inferiori ai 6 milioni di euro, considerando oltretutto l'importante ingaggio di 3 milioni l'anno.

La stagione in corso

Partito con le migliori intenzioni nel precampionato, El Monito ha dovuto fare i conti ancor prima di cominciare la stagione con l'infortunio alla coscia, che lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde per 2 mesi. Rientrato a pieno regime nella partita a reti bianche contro la Sampdoria, Don Diego fino ad adesso ha calcato il campo per soli 975 minuti, con un bottino di 4 reti (tutte su rigore) e 2 assist.

I leciti dubbi

Quante volte abbiamo sentito nella stessa frase le parole infortunio e Perotti? Troppe, ormai non si contano neanche più. E a questi livelli, senza una buona condizione fisica fai fatica a metterti in mostra, nonostante la classe sopraffina, il dribbling disarmante e il tiro preciso che madre natura ti ha donato. L'unico fattore che lo tiene a galla è la freddezza nel calciare i rigori, che lo rende uno dei migliori trasformatori di penalties al mondo. A questo punto la vera domanda è: basta solo ciò per confermarlo?

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