di Daniel Grazioli
Da sempre il prestito secco è un'arma a doppio taglio; infatti ai numerosi benefici che ti può dare, tra cui quello di far respirare le casse del club, oppure il fatto di rispedirlo al mittente, nel caso il giocatore si rivelasse un flop, si contrappongono gli aspetti negativi quando il calciatore in questione disputa una stagione straordinaria. L'ultima opzione è capitata alla Roma quest'anno nella trattativa che ha portato Chris Smalling nella Capitale, e di certo nessuno si aspettava delle performance così imponenti da parte sua. È vero, nella sua storia con il Manchester United ha dimostrato molto, ma non è mai stato visto ai livelli di quest'anno, facendo impazzire molti big club italiani e inglesi che vorrebbero portarlo alla loro corte nel mercato estivo.
I numeri di quest'anno
26 presenze e 2 goal tra campionato, Coppa Italia e Europa League, tutte da titolare e mai sostituito. 65% tra duelli e contrasti vinti, una sola ammonizione da difensore centrale e 90% di passaggi completati. Per non parlare della sua affidabilità e velocità che lo hanno reso uno dei migliori centrali difensivi di quest'anno a detta di molti.
La trattativa
La Roma intende far sul serio e sa che può contare molto sulla volontà dell'inglese, che sarebbe disposto a tagliarsi lo stipendio pur di continuare a giocare per Fonseca. C'è da fare i conti però con i Red Devils che hanno sparato una cifra spropositata rispetto al suo valore di inizio anno; dai 15 milioni milioni di euro di allora ai 28 attuali. Margini per la trattativa ce ne sono, ma il tempo in questo momento non è un alleato, dato che l'Arsenal ha individuato in lui il perfetto centrale di difesa nello schieramento di Arteta. Il DS Petrachi sa bene che dovrà accelerare per chiudere l'accordo con il club di Manchester per non ricominciare "da capo a dodici" nella ricerca di un centrale affidabile.

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