di Bruno Bertucci
La questione relativa alla diffusione del nuovo virus sta causando non poche problematiche, soprattutto negli uffici. A Trigoria si respira aria di rinnovo e di spregiudicatezza, quasi sicuramente si proseguirà con il 4-2-3-1 di Fonseca con Petrachi a dirigere il tutto dall'alto. Che sia Pallotta o Friedkin, i dissapori tra tecnico e DS devono essere risolti al più presto. Le questioni più ardue sono tre e concernono tutte quanti dei ritorni, anche se non possiamo dire quanto graditi. Il ritorno del “figliol prodigo” Florenzi è più di una semplice ipotesi; l’approdo, in prestito, al Valencia non è stato dei migliori ma non per demeriti personali. L’esordio tra gli applausi, quella voglia di mangiare la corsia esterna del campo e quella rete quasi gonfiata sono stati il preludio di uno stop non voluto da nessuno. Su quel lato del campo gli iberici sono in default e rispedire il terzino azzurro nella capitale non è certo un problema. La sensazione è che l’ex-capitano giallo-rosso faccia rientro per ripartire subito: Fiorentina e Atalanta rimangono alla finestra per studiare il da farsi. Un altro ritorno poco gradito sarebbe quello di Schick. Il patron del Lipsia sembra esser stato chiaro quando ha confermato che i giocatori in prestito sarebbero ritornati alla base. L’attaccante ex-Doria sembra aver ritrovato la sua dimensione e quell'amore per il pallone che aveva smarrito tra i nefasti campi italici. Tornare all'ombra del Colosseo per poter ripartire il prima possibile, questa è la volontà di entrambe le parti. Il terzo giocatore che ha Roma nel destino è El Shaarawy. Il “Faraone” sta flirtando con i capitolini da diverso tempo, il contesto asiatico non fa per lui ed è uscito troppo presto dal calcio che conta. Il suo arrivo 2.0 è vincolato da alcune partenze eccellenti, tra le quali annoveriamo Under o Perotti. Ritorni o meno la Roma deve intraprendere il prima possibile quel circolo virtuoso tanto agognato.

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