di Bruno Bertucci
Il periodo di sosta obbligata sta facendo nascere nuove certezze nell'io di qualsiasi tifoso; ciò che sembrava scontato e dovuto diventa fondamentale per dare lustro ai propri sentimenti. Questo filone di emozioni ha iniziato a balenare nella mente del popolo capitolino lo scorso 23 Febbraio, quando con un poker maestrale la Roma ha annichilito il Lecce. Una settimana dopo abbiamo assistito alla vittoria di Cagliari, dove in terra sarda sono rimasti gli ultimi brandelli di calcio giocato. La compagine che si diletta nel "futeball" sulle pendici della Curva Sud rimane vicino a chi la sostiene. La mentalità, ormai insita nella società, è quella di fidelizzare ed accompagnare il tifoso in tutto il suo viaggio. Ecco, dunque, che adesso mancano anche le arrabbiature dopo la sconfitta in casa con il Bologna o la delusione di prendere 4 gol dal Sassuolo. Troppo facile rifarsi a quel Roma-Barcellona che si tradusse in "semifinale di Champions". Da questa crisi se ne esce, solamente, se riusciamo a capovolgere la moneta facendola diventare un'opportunità. L'AS Roma presa come la cosa importante delle cose meno importanti, così per citare un certo Arrigo Sacchi. Quanto era bello quando i problemi erano la cessione di Florenzi o la poca incisività di Kalinic?! Tornerà il calcio e di conseguenza anche il giallo ocra ed il rosso pompeiano coloreranno, nuovamente, il cielo ed i pensieri...

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